Sala gremita il 18 marzo 2016 a Bitti per la presentazione ufficiale della Candidatura a MaB UNESCO del Parco di Tepilora e del territorio del Rio Posada: un processo che ambisce ad ottenere un riconoscimento internazionale di estrema rilevanza ma anche e soprattutto che vuole innescare un circolo virtuoso di reciproca collaborazione tra i molti attori pubblici e privati che operano su un territorio vasto, che include il bacino del Rio Posada e i territori prossimi al Monte Tepilora e al Montalbo. Un’iniziativa che il Parco di Tepilora, insieme ai sindaci dei 12 comuni che finora hanno voluto aderire con i propri territori, ha avviato a Gennaio e che si concluderà a Settembre 2016 quando il dossier di candidatura verrà inviato al Ministero dell’Ambiente e a Parigi, presso la sede di UNESCO.

Divenire Riserva “Uomo e Ambiente” (Man and Biosphere) UNESCO è innanzitutto un processo culturale, di comprensione di un approccio nuovo al proprio territorio che riesce a dare valore a due capitali: uno naturalistico e ambientale e uno umano, fatto di tradizioni e produzioni ma soprattutto di persone, che presidiando le terre dove sono nate e che danno forma alla loro identità possono creare valore, e quindi sviluppo economico. Questi elementi sono emersi dagli interventi di Leonardo Lutzoni (comitato Sardo dei giovani UNESCO), dei consulenti che il Parco ha incaricato della stesura della candidatura e dalle parole di Graziano Spanu, Sindaco di Lodé e Presidente del Parco di Tepilora.

All’evento ha partecipato anche il presidente di Federparchi (e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, anch’esso un’area MaB) Giampiero Sammuri che ha sottolineato l’importanza riconosciuta al programma MaB da parte della propria Federazione ma anche da parte del Ministero dell’Ambiente, di cui Federparchi è stata portavoce alla convention internazionale di Lima (Perù) svoltasi in questi giorni: un’importanza che nasce dalla nuova visione che deve caratterizzare i parchi italiani, non più focalizzata sull’esclusiva preservazione degli ecosistemi di aree troppo spesso marginali, ma anche di motore attivo e propositivo dello sviluppo di un territorio che non è parte del Parco ma che è comunque ad esso connesso e che può fornire quel capitale umano che è fondamentale per la conservazione dell’intero territorio.

Questi temi sono stati ripresi successivamente anche negli interventi di Andrea Soddu, Sindaco di Nuoro e alla conclusione dei lavori dall’Assessore Regionale all’Ambiente Donatella Spanu che hanno ancora una volta sottolineato come la tutela ambientale, svolta dai Parchi, dai Siti di Interesse Comunitario e dai cantieri dell’Ente Foreste Sardo debba essere il cardine per la preservazione di prodotti tipici, di tradizioni che sopravvivono solo qui e che possono consentire ai comuni dell’entroterra di fornire un’offerta turistica complementare e sostenibile all’offerta turistica costiera consolidata, permettendo di allungare la stagione turistica e di attivare un turismo culturale attento all’ambiente che sempre più sta prendendo piede in Europa e nel Mondo.

Molto apprezzati sono stati anche gli interventi a favore della Candidatura da parte di Domenico Ruiu, famoso fotografo naturalista e del Preside dell’Istituto comprensivo M. Pira, Vincenzo Di Giacomo che hanno testimoniato il valore della cultura e della consapevolezza delle caratteristiche uniche del territorio.
Hanno preso la parola infine anche alcuni rappresenti del territorio, tra cui il sindaco di Lula e di Bitti, sottolineando l’interesse ad essere coinvolti e a poter spendere il proprio potenziale facendo rete e valorizzando con pari dignità i valori apportati dalle singole componenti.

La candidatura procederà nei prossimi mesi con incontri rivolti agli operatori economico-sociali e con la redazione del dossier di candidatura.

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